il 3 maggio 1991 veniva infatti firmata la Dichiarazione di Windhoek, una carta destinata a delineare quello che si sperava fosse il futuro dell'informazione.
Da allora tante cose sono cambiate: le infinite possibilità che la rete offre alla libertà di espressione erano chiaramente impensabili vent’anni fa. Tante altre cose, tuttavia, sono rimaste immobili.
Si prospettava una stampa "libera", "indipendente" dal controllo governativo, politico, economico e "pluralista", al fine di poter riflettere la variegatezza delle opinioni.
Solo così sarebbe potuta divenire strumento essenziale per lo sviluppo e il mantenimento della democrazia di una nazione - oltre che per lo sviluppo economico.
Ben lontani dagli scritti del 1991, il 3 maggio si ricorda cosa sarebbe dovuto significare "libertà di stampa" e si protesta contro i continui affronti che in ogni angolo del mondo negano all'uomo un suo diritto fondamentale.
Nell'immagine un gruppo di familiari dei giornalisti peruviani uccisi sfila simbolicamente nel centro di Lima.

Nessun commento:
Posta un commento