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mercoledì 2 settembre 2026

Napolitudine di Luciano De Crescenzo

(¯`*•.¸Momenti di VITA¸.•*´¯)
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Secondo me il futuro è dei bambini. I bambini sono la risultante degli insegnamenti dei genitori.

Quindi se il futuro non sarà all’altezza delle nostre aspettative il problema non sarà dei bambini del domani, ma dei genitori di oggi.

“’A colpa è d’’e genitori!” si sente sempre dire quando un bambino si comporta male, e forse la frase non è così sbagliata.

«Pure mia madre, quando vede Tonino, il figlio della signora Liliana, la nostra dirimpettaia, lo dice sempre:

“Chill’ ’stu pover’ ’uaglion’ ’a arruvinat’ ’a mammà”» intervengo io.

«Vedi» riprende la parola Alessandro, «educare bene un bambino significa assicurargli una vita da brava persona e non sempre questo riesce ai genitori per un milione di ragioni.

«Ovviamente, qui in Italia è, come al solito, tutto un po’ più difficile. Ho letto uno studio che dimostra come il paese più felice al mondo, la Danimarca, abbia messo a punto un vero metodo per educare i bambini.

Ma non educarli al buon senso civico, al rispetto delle regole, alla scuola… educarli alla felicità!

Il tutto parte anche dai semplici giochi che si fanno da bambini.

I bambini in Danimarca di pomeriggio non stanno chiusi in casa a fare i compiti, ma giocano all’aria aperta, per strada… quasi come se fosse una metafora di vita:

va’ e trova la tua strada!»

«Mia madre non vuole che io giochi in strada» esclama a quel punto Pierfederico. «Dice che è pericoloso, che una macchina mi può investire, e poi c’è un sacco di smog.»

«Mio cugino, per esempio, abita accanto a una galleria che è sempre trafficata. L’altro giorno ha provato a portare il figlio a giocare fuori… Dopo due ore tra inquinamento, smog e polveri sottili, il bambino starnutiva catrame! Che pure il bambino ha detto: “Papà, va bene che devo trovare la mia strada, ma se addirittura me la devo

asfaltare da solo, mi sembra un poco esagerato!”.

Luciano De Crescenzo

Tratto da: Napolitudine di Luciano De Crescenzo



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