Visualizzazioni totali
Visualizzazione post con etichetta La Mia NAPOLI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La Mia NAPOLI. Mostra tutti i post
giovedì 1 ottobre 2026
domenica 27 settembre 2026
Il Disinganno realizzata da Francesco Queirolo tra il 1753 e il 1754
(¯`*•.¸Momenti di VITA¸.•*´¯)
https://www.facebook.com/groups/227092510835355/
Come hanno fatto a scolpire questa rete… nel marmo?!
Quella rete che vedi avvolgere l'uomo, con le sue maglie, i nodi e gli intrecci, non è fatta di corda: è scolpita nel marmo.
La scultura si chiama Il Disinganno e fu realizzata da Francesco Queirolo tra il 1753 e il 1754 per la straordinaria Cappella Sansevero di Napoli.
La rete è una delle più incredibili dimostrazioni di virtuosismo dell'opera: Queirolo riuscì a trasformare il marmo in qualcosa che, a prima vista, sembra morbido e intrecciato come una vera rete.
Si tramanda persino che gli artigiani specializzati nella finitura si rifiutarono di lavorare sulla delicatissima rete per paura di romperla. Queirolo avrebbe quindi completato personalmente la finitura con la pomice.
Ma scoprire che la rete è di marmo non è il vero “disinganno” raccontato dalla scultura.
L'opera rappresenta un uomo che si libera dal peccato, simboleggiato proprio dalla rete che lo imprigiona. L'uomo rappresenta Antonio di Sangro, padre di Raimondo di Sangro, il principe che gli dedicò l'opera.
Accanto a lui compare un genietto alato che lo aiuta a liberarsi. Sulla fronte porta una piccola fiamma, simbolo dell'intelletto umano.
Ai piedi dell'uomo si trova un globo terrestre, simbolo delle passioni mondane, mentre, appoggiato al globo, compare un libro aperto: è la Bibbia, che all'interno della complessa simbologia dell'opera assume anche un significato legato alla tradizione massonica.
Il contrasto tra luce e tenebre, insieme ai passi biblici incisi nel libro e al bassorilievo raffigurante Gesù che restituisce la vista al cieco, rafforza il tema del passaggio dall'errore alla consapevolezza.
Ed è forse questo a rendere Il Disinganno ancora più affascinante: una rete che sembra impossibile da scolpire diventa il simbolo stesso di ciò da cui l'uomo cerca di liberarsi.
C'è però un piccolo motivo di frustrazione per chi visita la Cappella Sansevero: all'interno del museo è vietato scattare fotografie e registrare video.
E davanti a quella rete rimane inevitabilmente una domanda:
Come ha fatto Queirolo a far sembrare il marmo una rete vera?
sabato 19 settembre 2026
domenica 6 settembre 2026
giovedì 3 settembre 2026
ANGELA LUCE: «TOTÒ IMPROVVISÒ QUELLA SCENA E NACQUE UN MOMENTO INDIMENTICABILE»
(¯`*•.¸Momenti di VITA¸.•*´¯)
https://www.facebook.com/groups/227092510835355/
ANGELA LUCE: «TOTÒ IMPROVVISÒ QUELLA SCENA E NACQUE UN MOMENTO INDIMENTICABILE»
«Dovetti trattenermi per non ridere. Totò interpretava Ottone Spinelli degli Ulivi, detto Zazà, e fingeva di essere rimasto vedovo. Mi avvicinai per porgergli le condoglianze e lui mi rispose con la sua solita naturalezza.
A quel punto avrebbe dovuto baciarmi sulle guance, ma essendo più basso di me si ritrovò all’altezza del décolleté e improvvisò due baci, uno a destra e uno a sinistra. La troupe scoppiò a ridere, mentre io uscii di scena come previsto.
Pensai che forse fosse necessario ripetere la scena e andai dal regista per chiederglielo. Lui mi rispose che era venuta benissimo, che era un capolavoro e che sarebbe entrata nella storia del cinema.
Rimasi in silenzio e accettai la sua decisione. Alla fine aveva ragione: Totò riusciva a trasformare un imprevisto in qualcosa di unico, grazie a un istinto comico che nessun copione avrebbe potuto prevedere.»
https://www.facebook.com/groups/227092510835355/
ANGELA LUCE: «TOTÒ IMPROVVISÒ QUELLA SCENA E NACQUE UN MOMENTO INDIMENTICABILE»
«Dovetti trattenermi per non ridere. Totò interpretava Ottone Spinelli degli Ulivi, detto Zazà, e fingeva di essere rimasto vedovo. Mi avvicinai per porgergli le condoglianze e lui mi rispose con la sua solita naturalezza.
A quel punto avrebbe dovuto baciarmi sulle guance, ma essendo più basso di me si ritrovò all’altezza del décolleté e improvvisò due baci, uno a destra e uno a sinistra. La troupe scoppiò a ridere, mentre io uscii di scena come previsto.
Pensai che forse fosse necessario ripetere la scena e andai dal regista per chiederglielo. Lui mi rispose che era venuta benissimo, che era un capolavoro e che sarebbe entrata nella storia del cinema.
Rimasi in silenzio e accettai la sua decisione. Alla fine aveva ragione: Totò riusciva a trasformare un imprevisto in qualcosa di unico, grazie a un istinto comico che nessun copione avrebbe potuto prevedere.»
mercoledì 2 settembre 2026
Napolitudine di Luciano De Crescenzo
(¯`*•.¸Momenti di VITA¸.•*´¯)
https://www.facebook.com/groups/227092510835355/
Secondo me il futuro è dei bambini. I bambini sono la risultante degli insegnamenti dei genitori.
Quindi se il futuro non sarà all’altezza delle nostre aspettative il problema non sarà dei bambini del domani, ma dei genitori di oggi.
“’A colpa è d’’e genitori!” si sente sempre dire quando un bambino si comporta male, e forse la frase non è così sbagliata.
«Pure mia madre, quando vede Tonino, il figlio della signora Liliana, la nostra dirimpettaia, lo dice sempre:
“Chill’ ’stu pover’ ’uaglion’ ’a arruvinat’ ’a mammà”» intervengo io.
«Vedi» riprende la parola Alessandro, «educare bene un bambino significa assicurargli una vita da brava persona e non sempre questo riesce ai genitori per un milione di ragioni.
«Ovviamente, qui in Italia è, come al solito, tutto un po’ più difficile. Ho letto uno studio che dimostra come il paese più felice al mondo, la Danimarca, abbia messo a punto un vero metodo per educare i bambini.
Ma non educarli al buon senso civico, al rispetto delle regole, alla scuola… educarli alla felicità!
Il tutto parte anche dai semplici giochi che si fanno da bambini.
I bambini in Danimarca di pomeriggio non stanno chiusi in casa a fare i compiti, ma giocano all’aria aperta, per strada… quasi come se fosse una metafora di vita:
va’ e trova la tua strada!»
«Mia madre non vuole che io giochi in strada» esclama a quel punto Pierfederico. «Dice che è pericoloso, che una macchina mi può investire, e poi c’è un sacco di smog.»
«Mio cugino, per esempio, abita accanto a una galleria che è sempre trafficata. L’altro giorno ha provato a portare il figlio a giocare fuori… Dopo due ore tra inquinamento, smog e polveri sottili, il bambino starnutiva catrame! Che pure il bambino ha detto: “Papà, va bene che devo trovare la mia strada, ma se addirittura me la devo
asfaltare da solo, mi sembra un poco esagerato!”.
Luciano De Crescenzo
Tratto da: Napolitudine di Luciano De Crescenzo
https://www.facebook.com/groups/227092510835355/
Secondo me il futuro è dei bambini. I bambini sono la risultante degli insegnamenti dei genitori.
Quindi se il futuro non sarà all’altezza delle nostre aspettative il problema non sarà dei bambini del domani, ma dei genitori di oggi.
“’A colpa è d’’e genitori!” si sente sempre dire quando un bambino si comporta male, e forse la frase non è così sbagliata.
«Pure mia madre, quando vede Tonino, il figlio della signora Liliana, la nostra dirimpettaia, lo dice sempre:
“Chill’ ’stu pover’ ’uaglion’ ’a arruvinat’ ’a mammà”» intervengo io.
«Vedi» riprende la parola Alessandro, «educare bene un bambino significa assicurargli una vita da brava persona e non sempre questo riesce ai genitori per un milione di ragioni.
«Ovviamente, qui in Italia è, come al solito, tutto un po’ più difficile. Ho letto uno studio che dimostra come il paese più felice al mondo, la Danimarca, abbia messo a punto un vero metodo per educare i bambini.
Ma non educarli al buon senso civico, al rispetto delle regole, alla scuola… educarli alla felicità!
Il tutto parte anche dai semplici giochi che si fanno da bambini.
I bambini in Danimarca di pomeriggio non stanno chiusi in casa a fare i compiti, ma giocano all’aria aperta, per strada… quasi come se fosse una metafora di vita:
va’ e trova la tua strada!»
«Mia madre non vuole che io giochi in strada» esclama a quel punto Pierfederico. «Dice che è pericoloso, che una macchina mi può investire, e poi c’è un sacco di smog.»
«Mio cugino, per esempio, abita accanto a una galleria che è sempre trafficata. L’altro giorno ha provato a portare il figlio a giocare fuori… Dopo due ore tra inquinamento, smog e polveri sottili, il bambino starnutiva catrame! Che pure il bambino ha detto: “Papà, va bene che devo trovare la mia strada, ma se addirittura me la devo
asfaltare da solo, mi sembra un poco esagerato!”.
Luciano De Crescenzo
Tratto da: Napolitudine di Luciano De Crescenzo
lunedì 31 agosto 2026
domenica 30 agosto 2026
LUCIO DALLA: "NAPOLI MI HA SEMPRE CATTURATO"
(¯`*•.¸Momenti di VITA¸.•*´¯)
https://www.facebook.com/groups/227092510835355/
"NAPOLI MI HA SEMPRE CATTURATO"
Ci sono città che si visitano e altre che lasciano un segno indelebile. Lucio Dalla, uno dei più grandi cantautori della storia della musica italiana, non ha mai nascosto il fascino che Napoli ha esercitato su di lui nel corso della sua vita.
"Da sempre nutro una grande passione per Napoli... è una città che mi ha sempre catturato."
Parole che raccontano un legame autentico, costruito negli anni attraverso la musica, la cultura e l'energia unica che da sempre caratterizza il capoluogo partenopeo. Napoli è stata per Dalla molto più di una semplice città: un luogo capace di ispirare, emozionare e alimentare la sua straordinaria sensibilità artistica.
Un sentimento condiviso da tanti protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura, che nel tempo hanno trovato in Napoli una fonte inesauribile di creatività e suggestioni.
https://www.facebook.com/groups/227092510835355/
"NAPOLI MI HA SEMPRE CATTURATO"
Ci sono città che si visitano e altre che lasciano un segno indelebile. Lucio Dalla, uno dei più grandi cantautori della storia della musica italiana, non ha mai nascosto il fascino che Napoli ha esercitato su di lui nel corso della sua vita.
"Da sempre nutro una grande passione per Napoli... è una città che mi ha sempre catturato."
Parole che raccontano un legame autentico, costruito negli anni attraverso la musica, la cultura e l'energia unica che da sempre caratterizza il capoluogo partenopeo. Napoli è stata per Dalla molto più di una semplice città: un luogo capace di ispirare, emozionare e alimentare la sua straordinaria sensibilità artistica.
Un sentimento condiviso da tanti protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura, che nel tempo hanno trovato in Napoli una fonte inesauribile di creatività e suggestioni.
sabato 29 agosto 2026
mercoledì 26 agosto 2026
PAOLO VILLAGGIO: "NAPOLI È LA MIGLIOR INVENZIONE DELLA NATURA"
(¯`*•.¸Momenti di VITA¸.•*´¯)
https://www.facebook.com/groups/227092510835355/
PAOLO VILLAGGIO: "NAPOLI È LA MIGLIOR INVENZIONE DELLA NATURA"
Ci sono complimenti che fanno piacere. E poi ci sono quelli che restano impressi per sempre.
Paolo Villaggio, uno dei più grandi artisti italiani, descrisse Napoli con una frase tanto breve quanto straordinaria.
"Napoli è la miglior invenzione della natura".
Poche parole che racchiudono l'incanto di una città capace di sorprendere, emozionare e lasciare un segno indelebile in chiunque la viva.
Napoli non è soltanto il mare, il Vesuvio, i vicoli, i monumenti o la sua storia millenaria. È l'insieme irripetibile di paesaggi, cultura, tradizioni e umanità che convivono nello stesso luogo.
Forse è proprio questo che Villaggio aveva colto: la sensazione che Napoli non sembri costruita dall'uomo, ma modellata direttamente dalla natura e dalla vita stessa.
Una città che continua a essere raccontata da artisti, scrittori, attori e musicisti con parole sempre diverse ma con un sentimento comune: la meraviglia.
Perché Napoli può dividere, stupire, emozionare o far discutere. Ma difficilmente lascia indifferenti.
https://www.facebook.com/groups/227092510835355/
PAOLO VILLAGGIO: "NAPOLI È LA MIGLIOR INVENZIONE DELLA NATURA"
Ci sono complimenti che fanno piacere. E poi ci sono quelli che restano impressi per sempre.
Paolo Villaggio, uno dei più grandi artisti italiani, descrisse Napoli con una frase tanto breve quanto straordinaria.
"Napoli è la miglior invenzione della natura".
Poche parole che racchiudono l'incanto di una città capace di sorprendere, emozionare e lasciare un segno indelebile in chiunque la viva.
Napoli non è soltanto il mare, il Vesuvio, i vicoli, i monumenti o la sua storia millenaria. È l'insieme irripetibile di paesaggi, cultura, tradizioni e umanità che convivono nello stesso luogo.
Forse è proprio questo che Villaggio aveva colto: la sensazione che Napoli non sembri costruita dall'uomo, ma modellata direttamente dalla natura e dalla vita stessa.
Una città che continua a essere raccontata da artisti, scrittori, attori e musicisti con parole sempre diverse ma con un sentimento comune: la meraviglia.
Perché Napoli può dividere, stupire, emozionare o far discutere. Ma difficilmente lascia indifferenti.
SAMIRA LUI: "NAPOLI MI HA RUBATO IL CUORE"
(¯`*•.¸Momenti di VITA¸.•*´¯)
https://www.facebook.com/groups/227092510835355/
SAMIRA LUI: "NAPOLI MI HA RUBATO IL CUORE"
Ci sono città che si visitano. E poi ci sono città che finiscono per diventare parte di te.
Samira Lui ha raccontato il suo legame con Napoli attraverso parole che trasmettono gratitudine, affetto e appartenenza.
"Napoli è una città che amo profondamente e che mi ha accolto come se fossi parte di lei. Mi ha rubato il cuore con la sua bellezza, la sua energia e l’amore della sua gente."
Una dichiarazione che racchiude molti degli aspetti che rendono Napoli speciale agli occhi di chi la scopre: la capacità di accogliere, di coinvolgere e di creare un legame autentico con chi la vive.
La bellezza dei suoi panorami, l'energia delle sue strade e il calore della sua gente sono spesso gli elementi che colpiscono chi arriva per la prima volta. Ma ciò che resta davvero nel tempo è la sensazione di sentirsi parte di una comunità.
Napoli ha questa straordinaria capacità: farti sentire a casa anche quando casa è altrove.
E nelle parole di Samira Lui emerge proprio questo sentimento, quello di chi non si è limitata a conoscere Napoli, ma ha finito per innamorarsene.
Ci sono città che si visitano. E poi ci sono città che finiscono per diventare parte di te.
Samira Lui ha raccontato il suo legame con Napoli attraverso parole che trasmettono gratitudine, affetto e appartenenza.
"Napoli è una città che amo profondamente e che mi ha accolto come se fossi parte di lei. Mi ha rubato il cuore con la sua bellezza, la sua energia e l’amore della sua gente."
Una dichiarazione che racchiude molti degli aspetti che rendono Napoli speciale agli occhi di chi la scopre: la capacità di accogliere, di coinvolgere e di creare un legame autentico con chi la vive.
La bellezza dei suoi panorami, l'energia delle sue strade e il calore della sua gente sono spesso gli elementi che colpiscono chi arriva per la prima volta. Ma ciò che resta davvero nel tempo è la sensazione di sentirsi parte di una comunità.
Napoli ha questa straordinaria capacità: farti sentire a casa anche quando casa è altrove.
E nelle parole di Samira Lui emerge proprio questo sentimento, quello di chi non si è limitata a conoscere Napoli, ma ha finito per innamorarsene.
venerdì 21 agosto 2026
Scarto fruscio e....
(¯`*•.¸Momenti di VITA¸.•*´¯)
COMPLETA LA FRASE..... PROVACI
https://www.facebook.com/groups/227092510835355/
COMPLETA LA FRASE..... PROVACI
https://www.facebook.com/groups/227092510835355/
giovedì 13 agosto 2026
martedì 21 luglio 2026
sabato 18 luglio 2026
Iscriviti a:
Post (Atom)




















