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venerdì 4 maggio 2018

ISCHIA: ISOLA DELLE SCIMMIE O DEI VASI D’ARGILLA?

 Un altro pezzetto della nostra meravigliosa storia, fatta di tanti uomini, di una terra bellissima, di un mare antico sempre molto solcato, di tante avventure. Grazie al ritrovamento di reperti archeologici ceramici, che sono risultati i più antichi tra quelli presenti in Italia, abbiamo potuto stabilire che la nostra piccola isola vulcanica fu la prima ad essere conquistata. I Greci, partiti da Calcide ed Eretria in Eubea e arrivati dal mare circa 2800 anni fa, vi fondarono la prima delle loro colonie italiane che, alla luce della loro grande importanza culturale e della loro potenza, furono chiamate, nel periodo di massimo fulgore nel complesso in latino Magna Grecia, dal greco Μεγάλη Ἑλλάς (Megálē Hellàs). Ischia, isola dai tanti nomi, fu dapprima chiamata Pithecusa, La più antica denominazione nota è Pithecusa, dal greco Pithekoussai che in molti traducono con “isola delle scimmie”, in riferimento al leggendario popolo dei Cercopi, discendenti dei due fratelli uccisi da Ercole, che abitavano Ischia e che furono trasformati in scimmie da Giove a causa dei loro misfatti. Secondo altre fonti, primo fra tutti Plinio il Vecchio, il nome andrebbe più correttamente tradotto con “isola dei vasi” , perché l’isola si distinse per la ricca produzione di arte vasaia, confermata dai ritrovamenti archeologici. L’incertezza del nome è data da due radici etimologiche simili: da una parte "Pithecos", scimmie e dall'altra "Pithoi", che indica in greco i grandi vasi. I romani la chiamarono Aenaria o Enaria, e anche stavolta l’etimologia è dubbia: col dittongo Ae sembra derivare da Enea, con il dittongo Oe richiama etimologicamente il vino, come sembrerebbero confermare i ricchi vigneti isolani. Omero, Pindaro ed Esiodo chiamarono l'isola con il nome di "Arime," mentre Virgilio ed Ovidio la descrissero col nome di "Inarime," vite. Infine Ischia (Iscla Major, per distinguerla dalle altre isole napoletane) è stato solo l'ultimo di una serie di nomi attribuiti ad essa, infatti compare per la prima volta nell'anno 813 in una lettera inviata da Papa Leone III a Carlo Magno. Ma perché fu individuata come sede ottima dagli Eubei? Semplice: secondo Strabone, il luogo era facilmente raggiungibile; offriva insenature portuali protette, sorgenti d’acqua (anche termale), terreno coltivabile, argilla per la produzione di ceramica e oro; infine si prestava a luogo di ripartenza in direzione delle coste italiane dell’Etruria e, più tardi, di Roma. Fu così che il piccolo avamposto si trasformò infatti, e molto rapidamente, in fiorente emporio commerciale. 

l'immagine: la coppa Nestore, su cui è incisa la più antica iscrizione greca dell’isola: “Io sono la bella coppa di Nestore, chi berrà da questa coppa subito subito sarà preso dal desiderio di Afrodite dalla bella corona“

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