L’origine di questo detto si perde nella notte dei tempi di una città complessa e meravigliosa. Goethe, un viaggiatore al di sopra di ogni sospetto, quando vi passò nel 1787, non potè non riportare ciò che la gente ripeteva “Vedi Napoli e poi muori“. Oggi questa frase è ancora tragicamente calzante poichè tragica è la bellezza sfacciata della città ed oscene le metastasi che la divorano.
"Quando ho detto che avrei trascorso il Capodanno a Napoli, è stato come comunicare la partenza per una missione di guerra": visi perplessi, al peggio preoccupati “Ma è pericoloso…Ma è sporco…Attenzione ai proiettili vaganti di mezzanotte…Non mettete addosso nulla che attiri l’attenzione“.
Anche lui, nel 1787, aveva notato l’attitudine tutta partenopea al godere delle gioie della vita. Nei suoi scritti Goethe osava “Anche a me qui sembra di essere un altro. Dunque le cose sono due: o ero pazzo prima di giungere qui, oppure lo sono adesso.“
Anche per noi è stato così ed ora di una cosa siamo certi: a Napoli, a questa città splendida, malata, mille volte data per spacciata e mille volte risorta, diciamo solo un convinto “A…rivederci“!

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