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giovedì 18 maggio 2017

‘O MUORZO D’A CRIANZA: SE LASSA O NO?

 In tempi grami, quando si era invitati a pranzo, ai figli piccolo-borghesi i genitori imponevano di lasciare sempre nel piatto un piccolo boccone detto ‘o muorzo d’a crianza (boccone della buona educazione) a suggello che non si era così affamati, per povertà e bisogno, da essere costretti a mangiare tutto quello che veniva offerto. Questa usanza, tipicamente napoletana, non ha riscontro in nessun galateo; così oggi a Napoli il detto viene pronunciato al contrario rispetto al tempo che fu: “Nun lassà ‘o muorzo d’acrianza!” . Lassare/lassà , verbo dai molti significati: 1 smettere di tenere, di sostenere, di stringere: lassà ‘a fune, ‘o sterzo (lasciare la fune, il volante) 2 non prendere con sé: lassà ‘e piccerille â casa (lasciare i bambini a casa);lassà ‘nu pacco pe quaccheduno (lasciare un pacco per qualcuno); lassà ‘e llente dint’ â machina(lasciare gli occhiali in macchina) 3 separarsi da qualcuno, o da qualcosa: lassà ‘o ‘mpiego,’o paese, mugliera e ffiglie (lasciare l'impiego, il paese natale, moglie e figli); lassà ‘o munno (lasciare il mondo), morire o farsi religioso; chi lassa ‘a via vecchia p’ ‘a nova, sape chello ca lassa, ma no chello ca truova prov. : chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia e non sa quel che trova. 4 far restare qualcuno o qualcosa in un particolare stato: lassà dint’ ê guaje, lassà ‘mbarazzato (lasciare nei guai, nell'imbarazzo); lassà ‘mpace (lasciare in pace), non disturbare; lassà ditto, scritto (lasciare detto, scritto,) comunicare a qualcuno assente 5 dare, consegnare, affidare: lassà ‘na ‘nferta ô cammariere (lasciare una mancia al cameriere);’o tribbunale à lassato ‘e figlie â mamma (il tribunale ha lasciato i figli alla madre); trasmettere per testamento: ll’à lassato tutto cosa a isso (ha lasciato tutto il patrimonio a lui) 6 permettere (seguito da un infinito o da che e il congiuntivo): lassa passà (lasciar passare)lassa correre! (lascia correre!), disinteressarsi di qualcosa, non intervenire per modificarla; lassà assaje a desiderà (lasciare molto a desiderare), non soddisfare; lassarse jí (lasciarsi andare), abbandonarsi: lassarse piglià d’’a nervatura(lasciarsi prendere dall'ira), cedere ad essa 7 in alcuni giochi di carte, non prendere o non partecipare al gioco, anche avendone la possibilità. Etimologicamente è un verbo derivato dal lat. laxare 'allargare, sciogliere', deriv. di laxus 'largo, allentato'; muorzo = morso, boccone sostantivo derivato dal latino. morsum , dal latino. crianza = il complesso delle maniere di una persona ben educata; compitezza, gentilezza: bona, mala, senza crianza (buona, mala, senza creanza) voce derivata dallo spagnolo crianza, 'allevare, educare', a sua volta dal latino creare. Atre espressioni molto comuni con crianza: parlanno cu crianza (parlando con gentilezza, garbo,) usata come scusante quando si è costretti a toccare argomenti scabrosi o disdicevoli; fà ‘na ‘mparata ‘e crianza (dare una severa lezione per ché tenga un comportamento da persona ben educata). Si noti che il termine ‘mparata è una voce partenopea, usata peraltro solo nell’espressione indicata nel senso di lezione, insegnamento, mentre il verbo ‘mparà napoletano, derivato dal latino volg. imparare, vale sia come apprendere che come insegnare

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