Sorpreso da una festa anonima
finalmente esco dalla torta.
Chi mi fa giocare?
Abbocco alle mie stesse seduzioni
che espropriano la puerilità delle mie fantasie,
come un embrione dittatoriale,
scivolato sulla superficie delle impressioni.
Sono terrorizzato da ciò che oltraggia il silenzio.
Arrampicandomi nello scempio del passo,
ho sfruttato per errore il pepe e la lussuria.
Ginocchia nella trappola.
Sono lambiccato in grande.
Al termine della prima argilla dell’ansia,
un sonno camuffato ma leggiadro mi apre come una finestra.
Ho ribrezzo delle intimità di pulcino organizzato.

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