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mercoledì 17 aprile 2019

LETTERA DI UN IMMIGRATO SBARCATO A POZZALLO

"Che silenzio che c'è qui intorno, che paura attorno.L’ultimo viaggio, l’ultima aurora, l’afrore della salsedine che sale, questo mare blu cobalto attraversiamo, niente abbiamo ma speriamo, viaggiamo contromano, controcorrente, controvento, presi dallo spavento liberiamo la mente, siamo sospesi, in attesa, una lampara ci sorride, siamo gli ultimi da sempre, non abbiamo calore, non portiamo doni, scappiamo, fuggiamo, cerchiamo, qui da voi, cerchiamo il sogno, la dignità, il sorriso… non sappiamo dove andiamo a finire, in questo sogno senza fine, veniamo dalla periferia… siamo neri, anzi negri, facciamo questa attraversata che non è una passeggiata, senza neanche uno specchio per sbarbarci, senza acqua nè pane, guardateci negli occhi, nei cuori, abbiamo gli stessi occhi vostri, stessi cuori, stessi sogni, stesse speranze, siamo migranti come voi che migrate nelle vostre strade periferiche delle vostre città. Eccoci siamo qua. Morti per la vita, vivi per la morte. Perdonateci per essere qui da voi pieni di vita…in questo bivio del mondo, in questo incrocio fra la vita e la morte, in questo mare degli antichi greci, in questo mare d’Africa di pirandelliana memoria. Siamo qui perdonateci, forse per dirvi un “a presto”, un ultimo “addio”, un “arrivederci”, un ultimo “a mai più”. Qui in questa spiaggia color giallo ocra, forse l’ultima spiaggia, per l’ultimo respiro, l’ultimo sospiro, pieno di profumi di zagara, di gelsomino, di afrore di sale. Non ce ne vogliate. Siamo qui per la vita che da noi è un pozzo nero, nero come la nostra pelle.Il destino ci ha spinto fin da voi, per un futuro che ci fa scappare via. Il barcone ora è vuoto, il sole brucia i nostri corpi sulla vostra spiaggia. Vorremmo correre, sudare, acciuffare il futuro assieme a voi. Qualcuno di voi dirà di no, qualcun altro dice forse, qualcun altro dirà basta, qualcuno farà qualcosa. Noi vi diciamo ci crediamo, ci speriamo. Fratelli occidentali grazie comunque… 
Un sorriso (che a noi manca).


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