( all’epoca i musicisti napoletani erano richiestissimi in tutta Europa). Un giorno ... forse per caso ... si racconta che il suo amico poeta Giovanni Capurro – noto autore di macchiette – gli diede dei versi da musicare ... allora lui si ricordò della "musichetta" composta prima ... tirò fuori quel foglietto che aveva in tasca ... si sedette al pianoforte e compose quella splendida melodia che oggi tutti noi cantiamo.
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domenica 20 gennaio 2019
O Sole mio sapete che è la canzone più cantata, più suonata, più ascoltata di tutti i tempi.
L’hanno eseguita tutti i cantanti, in tutte le lingue, da quelli lirici a quelli blues; la più grande interpretazione rimane però quella di Enrico Caruso, colui che più di ogni altro ha contribuito a renderla famosa in tutto il mondo. ‘O sole mio è la canzone più venduta della storia. Una sua versione inglese, It’s Now or Never (del 1960), è il singolo di Elvis Presley che ha venduto in assoluto più copie, dieci milioni in tutto il mondo. Insomma, ‘O Sole mio è la canzone dei primati. Addirittura fu cantata nello spazio da Jurij Gagarin, il primo astronauta. Durante quel suo memorabile viaggio, il 12 aprile 1961, scelse di intonare proprio ‘O sole mio. Durante le olimpiadi di Anversa nel 1920, invece, la banda musicale smarrì lo spartito dell’inno nazionale italiano. Ma il direttore non si scoraggiò ed in sostituzione fece seguire alla banda proprio ‘O sole mio, che tutti i musicisti conoscevano ovviamente a memoria.
La storia di questa canzone è particolare. Pur essendo la canzone simbolo di Napoli, un inno al sole, la sua musica non venne composta a Napoli, ma nella fredda e nebbiosa Russia; per la precisione ad Odessa in Ucraina. Quell’anno infatti ... siamo nel 1898 ... Eduardo Di Capua si trovava lì in tournèe col padre che di professione faceva il violinista
( all’epoca i musicisti napoletani erano richiestissimi in tutta Europa). Un giorno ... forse per caso ... si racconta che il suo amico poeta Giovanni Capurro – noto autore di macchiette – gli diede dei versi da musicare ... allora lui si ricordò della "musichetta" composta prima ... tirò fuori quel foglietto che aveva in tasca ... si sedette al pianoforte e compose quella splendida melodia che oggi tutti noi cantiamo.
( all’epoca i musicisti napoletani erano richiestissimi in tutta Europa). Un giorno ... forse per caso ... si racconta che il suo amico poeta Giovanni Capurro – noto autore di macchiette – gli diede dei versi da musicare ... allora lui si ricordò della "musichetta" composta prima ... tirò fuori quel foglietto che aveva in tasca ... si sedette al pianoforte e compose quella splendida melodia che oggi tutti noi cantiamo.
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