E’ stato firmato nella Casina Vanvitelliana sul lago Fusaro, il protocollo d’intesa tra Comune di Bacoli e Soprintendenza ai Beni Archeologici per l’avvio di una concreta collaborazione per la fruizione e la valorizzazione dei monumenti archeologici del territorio. L’accordo prevede l’apertura dell’Anfiteatro Cumano, delle Cento Camerelle e della Tomba di Agrippina per un giorno alla settimana dalle 9,30 alle 13,30. Cento Camerelle e Tomba di Agrippina, monumenti sui quali devono essere eseguiti lavori di restauro, saranno visitabili secondo itinerari limitati e con idonei accorgimenti per la sicurezza dei visitatori.
Il Comune di Bacoli da parte sua, provvederà alla manutenzione dei siti e a potenziare il personale delle Terme di Baia con 6 unità (2 dipendenti comunali e 4 LSU) in modo da poter riaprire in maniera permanente il varco d’ingresso per le Terme da Piazza De Gasperi. Si comincia domenica 8 maggio, alle 9.30, con la riapertura straordinaria di Cento Camerelle, chiusa da 13 anni, con un percorso circostanziato.
Le "Cento Camerelle" o "Carceri di Nerone", termini con cui le strutture sono tramandate dalla tradizione, in realtà costituiscono un articolato impianto idrico di età repubblicana tra i resti più imponenti di Baia.L'impianto doveva servire al rifornimento d'acqua della grandiosa villa di Quinto Ortensio Ortalo il quale, accanito allevatore di murene, pare le adornasse con preziosi gioielli ed ori. Lo stesso Cicerone si divertiva ad appellare il padrone di casa col nome di "tritone" o di "incantatore di pesci". La villa passò poi ad Antonia Minore (moglie di Druso) e poi a Nerone, ove ospitò la madre Agrippina pochi giorni prima di ordinarne la morte. La cisterna del piano superiore sembra la più recente ed è databile al I sec. d.C. E' scavata nel tufo e rivestita in opera reticolata con volta a botte sorretta da tre file di pilastri parallele. Al centro delle volte è un piccolo pozzetto quadrato con pareti in mattoni. Ancora ben conservato è lo strato in cocciopesto per impermeabilizzare la struttura. Sulla parete a sinistra dell'ingresso è una nicchia in tufelli con tracce di intonaco. Circa 6 metri più in basso, e raggiungibile con una scala metallica, è la seconda cisterna databile all'età repubblicana. Essa appare costituita da diversi cunicoli, solo parzialmente esplorati, in cui si aprono piccoli ambienti, alcuni privi di volta. Solo un corridoio è percorribile: è scavato nel tufo e gli ambienti presentano copertura piana o a spiovente; tale corridoio si affaccia, offrendo una veduta suggestiva, sullo specchio di mare antistante, dove erano impiantate forse le peschiere per le murene

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