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sabato 5 maggio 2018

UN PARALLELO: CHARLOT E TOTO' SECONDO DE CRESCENZO

"In merito alla non esportabilità di Totò oltre i confini dello stivale esiste una meravigliosa e chiara spiegazione che la maggior parte dei napoletani, o degli italiani, che possiedono ‘A Livella conosceranno. Sapete… si tratta di quelle meravigliose edizioni da bancarella con l’introduzione scritta da un’altra voce napoletana, quella di Luciano De Crescenzo. Il Professore racconta il motivo per il quale Totò non può essere paragonato ad un altro grande attore e comico dello stesso periodo: Charlie Chaplin, artista di fama mondiale. Non ci sarebbe ovviamente voluto uno scienziato per capirlo, ma tuttavia voi ve la siete mai posta questa domanda? Tutto nacque quando durante una disputa Renzo Arbore e Tullio Kezich pretendevano di decidere chi fosse più importante tra Totò e Charlie Chaplin. Ovviamente, il cantante pugliese si schierò a favore di Totò, mentre Kezich a favore dell’artista londinese. A questo “schieramento” prese parte anche Luciano De Crescenzo, e in men che non si dica nacquero due partiti i “totomani” e i “chapliniani“. Lo scrittore partenopeo fu addirittura tacciato di napoletanità e ignoranza cinematografica. Ad ogni modo per chiarire la questione chi fosse più importante tra i due artisti ci volle l’intervento di Claudio G. Fava, “Chaplin, – avrebbe raccontato Fava – amava il cinema muto. Il sonoro lo fece, ma solo dopo molti tentennamenti, e, anche quando lo fece, si affidò più alla comicità dell’immagine che non a quella della parola. Totò, invece, era un comico di linguaggio, e come tale non fu mai esportabile”. E per questo oggi Luciano De Crescenzo si chiede: “Di fatti: come è possibile far capire a un contadino dell’Arkansas cosa vuol dire ‘Sono un uomo di mondo perché ho fatto il militare a Cuneo‘. O ancora: ‘a prescindere‘, ‘eziando‘, ‘mi scompiscio‘ o ‘tomo tomo, cacchio cacchio‘?“. In sostanza Chaplin era un attore e regista e curava nei minimi dettagli ognuno dei suoi film, Totò non recitava, Totò era Totò"

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