I latini dicevano "In vino veritas" , i napoletani attribuiscono al vino capacità salutari espressi con detti e proverbi. Proviamo ad elencarli: il primo, indicato nel titolo, recita: il vino produce sangue e, ristorando, dona benessere, buone condizioni fisiche e quindi salute (dal latino salus). Ma attenzione: non unire il vino a carne e fatica, perché il secondo detto afferma ”A carna fa carna, 'o vino fa sango e 'a fatica fa jettà 'o sango”. Come dire: va bene mangiare a bere, ma per mangiare e bere devi lavorare e il lavoro ti fa perdere quello che hai guadagnato. Un inno contro la fatica (dal latino fatigare), quella che produce sforzi di cui il napoletano del proverbio sembra non trovare l’utile. Ma i napoletani sono tanti e subito si alza la terza voce, stavolta a favore: “ ‘A meglia mmericina? vino ‘e campagna e purpette ‘e cucina!”. Un vino genuino, preparato artigianalmente unito alle polpette rappresentano un’ottima medicina. È il caso di dottolineare il termine purpette che, come l’equivalente italiano polpetta, viene dal tardo latino pulpa→purpa. Fa eco la quarta sentenza: “‘Na bbona mmericina? pinnule ‘e pullaste e sceruppo ‘e cantina!”, dove l’abbinamento e tra il pollo (naturalmente di campagna, ruspante) eil vino, definito sciroppo di cantina, cioè invecchiato in botte, fino ad acquistare una consistenza liquorosa (pínnule, dal latino pilulam che in napoletano assume il raddoppiamento della n al posto della prima “l” e si declina al maschile; pollasto, dal tardo latino pullastrum, derivato da pullus). Un quinto napoletano dice la sua: “Vino, carne e maccarune songo ‘a cura p’’e purmune”. Infatti anticamente si credeva il cosiddetto mal di petto (tubercolosi) dovessi curarsi con adeguato nutrimento rappresentato dal tradizionale trinomio: maccheroni, carne e vino genuino, (maccarone, maccheroni, secondo alcuni deriva dal greco makaría= piatto di fave e fiocchi di avena, o da makariòs= beati o pasto funebre, altri propendono per la derivazione dal latino maccare = impastare e comprimere, azione propria della lavorazioni casalinghe delle paste alimentari sin dall’antica Roma; purmune, polmone, dal lat. pulmonem

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