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mercoledì 4 aprile 2018

TENGO 'NA 'NNAMMURATA CA E' TUTTA A VITA MIA

... Mo tene sittant'anne, povera mamma mia! 
Cu chella faccia 'e cera, sotto 'e capille janche, me pare na sant'Anna 
cu ll'uocchie triste e stanche. 
Me legge dint' 'o penziero, 
me guarda e m'anduvina si tengo nu dulore 
si tengo quacche spina... 

 Anna Clemente, nata a Palermo, orfana di padre, visse con la madre Teresa e quattro fratelli a Napoli in un appartamento al secondo piano di un palazzetto al numero 109 di Via Santa Maria Antesaecula nel rione Stella, soprannominato Sanità per la sua aria, a quei tempi, particolarmente salubre, ma considerato il cuore della "guapperia" napoletana. Anna, una sedicenne molto bella, orfana di padre, vive in famiglia con lo zio, la madre Teresa e quattro fratelli. Sarà proprio lo zio Vincenzo che fa il meccanico, ad andare in municipio per denunciare la nascita del piccolo Antonio (Totò). Il padre, il marchese Giuseppe De Curtis, è uno scapolo di trentatrè anni che, pur amando Anna, come nobiluomo che obbedisce alle regole del tempo e soprattutto a quelle di un padre irascibile, non convive con la sua amante, ma anzi deve tenere nascosta la relazione. Invece Anna, chiamata in famiglia Nannina, non fa mistero né del suo legame, né della sua gravidanza, e vive quasi esibendola, la sua condizione di mantenuta, anche se il fidanzato è più generoso in bei regali che in aiuti concreti. E Nannina vive con i proventi che le derivano dal suo lavoro di sarta, prima presso le case dei clienti, poi per un breve periodo in una sede in Via Roma, vicino ai locali dell'attuale Rinascente. Negli anni successivi la sartoria si trasforma in agenzia teatrale con l'ufficio in Via Corrieri a Santa Brigida, ma non diventerà mai una fonte di grandi guadagni. 
La foto: la mamma di Totò

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