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lunedì 2 aprile 2018

PE GHIONTA 'E RUOTOLO, FA' TRE FICHE NOVE RÒTOLE E QUATTO CAUZE NU CANTÀRO

 Il rotolo è un’antica misura di peso del Regno di Napoli, pari a circa 900 grammi. Un tempo i bottegai aggiungevano al rotolo richiesto un po’ di merce in omaggio, o ai clienti più affezionati o a quelli apparentemente più bisognosi; dalla misura araba rate,trasformazione a sua volta della parola greca litra, che originariamente indicava sia una misura monetaria che di peso; la litra divenne poi in epoca romana libra (libbra)che vive ancora in Inghilterra col nome di pound ed indica sia la moneta che un peso e come tale corrisponde a circa 453,6 grammi, pressappoco la metà dell'antico rotolo napoletano; ghionta (o jonta), aggiunta, deriva dal latino neutro plurale adiūncta, del participio passato di adiungĕre ‘aggiungere’. L’espressione che indicava un arrotondamento, oggi metaforicamente equivalea “oltre al danno anche la beffa” oppure si usa per rimproverare il venditore che tende (al contrario di quello che accadeva un tempo) ad arrotondare il peso per difetto. Il rotolo equivale alla centesima parte di un cantàro (attenzione all’accento), equivalente a poco meno di un quintale; anche cantàro deriva dall’arabo qinṭār, che ha originato il greco bizantino kentenárion e il latino centenarius ‘centinaio’. Il detto, in questo caso, è “Fa' tre fiche nove ròtole e quatto cauze nu cantàro”, espressione iperbolica che significa “La fai troppo lunga! ” , dove fighe/ fiche sono i fichi (dal latino ficum); cauze, calze (dal tardo latino calcea, da calcĕus ‘scarpa’ a sua volta da calx ‘tallone’). 

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