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sabato 28 aprile 2018

OGGI C'E' UN AUMENTO ESPONENZIALE DI QUESTI SOGGETTI E NON SI PARLA PIU' DI SALITE E DISCESE DALLA MONTAGNA!

 Per il termine "cafone" riporto la tesi di Raffaele Bracale: "Nel tardo ‘800 e principi del ‘900 erano definiti cafoni non solo gli zappatori, i villani e consimili, ma estensivamente un po’ tutti gli abitanti o i nativi dei paesini dell’entroterra campano, paesini arroccati sui monti ,-come quelli del Sannio- beneventano, del casertano o dell’ alta Irpinia - difficili da raggiungere e chi li raggiungeva con carretti o altro aveva bisogno di aiuto per ascendere fino al paese propriamente detto. A tale bisogna provvedevano nerboruti paesani che scendevano incontro ai visitatori , ed erano armati di robuste funi con le quali aiutavano nell’ascensione le persone bisognose d’aiuto.Tali paesani erano indicati con la locuzione “chille cu ‘a fune o chille c’’a fune “ id est: quelli con la fune. Da c’’a fune a cafune il passo è breve e d è ipotizzabile che con esso termine si indicassero tutti gli abitanti dell’entroterra o della più remota provincia. CAFUNE è comunque un plurale. Il singolare CAFONE penso si sia formato successivamente"


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