La storia delle “montanare” è legata a Napoli e risale alla metà del Cinquecento, quando in città c’erano già 360 mila di abitanti. Era la terza città più grande d’Europa. Troppe bocche da sfamare. Per la fame nasce il cibo di strada. Per pRime nascono le zeppole, che sono pasta della pizza fritta. Nascono dolci, ma il salato nutre e sfama di più della pizza dolce e nei secoli si evolve. Si dice che queste pizzelle venissero vendute in particolare nei “bassi”, ovvero le piccole abitazioni dove vivevano le famiglie più povere della città che non potevano permettersi altro. La tradizione vuole che in particolare fossero le mogli dei pizzaioli a preparare le pizzelle fritte, utilizzando gli avanzi della pizza preparata dai mariti che la portavano a casa e in questo modo arrotondando i magri incassi della settimana. Il suo nome, alquanto originale per una città che vive di mare, deriva dai contadini che provenivano dalla montagna e scendevano a lavorare in città, “i montanari” appunto, che erano soliti consumare per merenda panini conditi con sugo di pomodoro, basilico e una spolverata di formaggio, poi trasformati a Napoli in pizzelle
(Pizza, pizzelle e pizzette, dal latino pinsere >pittam)
La ricetta “Starita”, uno dei pizzaioli più accorsati
½ litro di acqua; 800 gr di farina tipo 00; 6 gr di lievito; 1 cucchiaino di sale (alcuni aggiungono un cucchiaio di olio o l’equivalente in burro). Per iIl condimento: 500 ml di salsa di pomodoro: 500 gr di provola o fiordilatte a dadini; basilico. Per la frittura: olio di semi di arachidi.
Preparazione:
Aggiungere poco alla volta il lievito, il sale e la farina, all’acqua e impastare. Dopo aver ottenuto un impasto abbastanza morbido, lasciare riposare per circa 5 ore, coperto con un tovagliolo. Tagliare l’impasto a piccoli pezzi, tali da ottenere, dopo altre 5 ore di riposo, dei panetti. Stenderli con le mani ed eseguire delle piccole pressioni con le dita, in modo da forarlo. In questo modo la pasta non si gonfierà durante la frittura. Friggere in olio di semi di arachide bollente per circa 1 minuto. Lasciare sgocciolare in una teglia in modo da eliminare l’olio in eccesso e guarnire con abbondante salsa di pomodoro cotta il olio evo, con o senza aglio, provola (o fiordilatte) e basilico. Lasciare dorare nel forno per circa 10 secondi.

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