Sul torrino di Piazza Dante, già Foro Carolino o Largo Mercatello, ci sono due orologi, uno grande e uno piccolo. Sembrano segnare ore diverse, ma la loro funzione è di stabilire l’equazione del tempo. Infatti, mentre il grande segna l’ora convenzionale, il piccolo è in grado di cogliere con esattezza lo zenith, il punto più alto del sole. Vale a dire quell’attimo che noi chiamiamo mezzogiorno e, quindi, l’esatta ora. Noi viviamo un giorno di 24 ore convenzionale. Non tutti i giorni solari hanno la stessa durata perchè la culminazione non avviene con una scadenza regolare. Il discostarsi quotidiano dal valore medio è di poche decine di secondi, ma nell’arco di mesi si può arrivare ad anticipi e ritardi anche di 15 minuti. Non potendo correre dietro ai ritardi e agli anticipi del sole si è adottato un giorno solare medio, segnato dall'orologio piccolo di piazza Dante e guardare un alto sul Convitto nazionale Vittorio Emanuele II. Per anni è rimasto fermo, fino a quando una docente di geografia astronomica del Convitto, Daniela Salvatore, incuriosita dall’Equazione del Tempo, ne ha approfondito la storia e ne ha scritto un piccolo libro, che è riuscito ad attirare l’attenzione del presidente del Banco di Napoli ente che ha finanziato la sua riparazione «È un orologio unico in Europa - spiega la docente - realizzato nel 1853. Era un dovere ricostruirne la sua storia ed è stato un gran regalo farlo funzionare di nuovo».

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