"Uccide più la lingua che la spada", recita un famoso detto. Ed ecco un racconto vero che ne conferma la veridicità.
Scena: letto di morte di zia Maria.
Personaggi: papà che piange inconsolabile la sorella a cui era particolarmente legato; zia Concetta. Azione: zia Concetta che arriva claudicante. Abbraccia papà. Piange. Lo abbraccia più forte. Gli dice “Pascà, simme rimasti io e te, mò devi morire solo tu”. Papà che la spinge via, si tocca là dove non batte il sole e le risponde “Cuncé, ma pecché, nun può murì primme tu, ca tieni vintanne cchiù é me?”. Se avesse potuto, credo che anche zia Maria sarebbe scoppiata a ridere.

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