Visualizzazioni totali
lunedì 19 marzo 2018
STORIE DI ECCELLENZE NAPOLETANE: LE FONDERIE CHIURAZZI E GAETANO BONELLI
Le Fonderie Chiurazzi furono fondate da Gennaro Chiurazzi senior (1840), prima discepolo e poi degno continuatore di Pietro Masulli, rinomato scultore napoletano che per primo concepì e tradusse in atto l'idea di riprodurre le opere antiche in tutta la loro bellezza, ispirandosi al metodo seguito dal Cellini. Impiantò una scuola artistica nel Reale Ospizio dell' Albergo dei Poveri, in Piazza Carlo III e riuscì a dotare Napoli di due sale d' Esposizione permanente di arte antica, l' una nella Galleria Principe di Napoli, l' altra in Piazza dei Martiri. Tutto il mondo di amatori e cultori d' arte potè così ammirare ed acquistare in quelle splendide gallerie copie delle opere antiche di Pompei, Ercolano, Roma e di tutti gli altri Musei italiani. All' esposizione mondiale di St. Louis (1900), si celebrò il trionfo di Gennaro Chiurazzi, di cui parlò tutta la stampa internazionale. L’attività fu continuata dai figli Federico e Salvatore sino all' inizio della seconda guerra mondiale. In quest' epoca "aurea" nacquero la marmeria e la ceramica artistica, la fonderia monumentale, oltre a quella tradizionale e di riproduzione di opere classiche, e si raggiunse il culmine del livello occupazionale con ben 600 operai, tutti altamente specializzati e veri artisti nel proprio campo, che contribuirono a produrre le più grandi opere monumentali dirette in ogni paese.Opere della fonderia sono esposte nei massimi Musei del mondo e in molteplici importanti gallerie private. Anche il figlio di Federico, Gennaro Chiurazzi junior, formatosi all' ombra dei grandi e maturatosi durante il periodo migliore, continuò l’impresa dei suoi avi. Alla Fonderia Chiurazzi è annessa una esclusiva gipsoteca, una famosissima collezione di calchi in gesso, una raccolta importantissima di forme tassellate in gesso eseguite sulle opere originali esistenti in vari musei italiani, dalle statue del Museo Nazionale di Napoli, a quelle del Museo Vaticano, di quello Capitolino, di Villa Borghese, per citare i più rinomati.
Tra le opere di questa gipsoteca voglio ricordare la storia del Laocoonte, così come me l’ha raccontata Gaetano Bonelli, giornalista, studioso e amante delle antichità di cui è tanto ricca la nstra terra, che vive in una “Casa delle memorie”, dove ha raccolto più di 10.000 reperti tutti di grande importanza, con l’idea di farne il museo di Napoli. Quando fu creata la copia in gesso dell’Ercole Farnese che è ospitata all’ingresso dell’entrata del stazione Museo della metropolitana di Napoli, Gaetano Bonelli, che all’epoca era responsabile delle relazioni esterne della Fonderia, propose di porre nella stazione anche il calco del Laocoonte, che riprendeva la copia romana esposta nei Musei Vaticani dell'originale greco che in luogo della replica romana che è in marmo, originariamente era in bronzo.”Vedere la replica in bronzo della Chiurazzi adesso esposta nella stazione del Museo –dice Gaetano Bonelli- vuol dire poter ammirare il Laocconte nelle sue fattezze originarie sia per il materiale impiegato ma non da ultimo perchè la statua si può ammirare in tutta la sua interezza in quanto non è privata come nel caso della copia romana esposta nei musei vaticani. Inoltre feci notare se è vero che il sottopasso vuole essere l'accesso dal metrò del più importante Museo archeologico d'Europa, quale scultura classica può essere più rappresentativa per testimoniare la bellezza e perizia artistica raggiunta dagli antichi? Bene per queste ed altrte motivazioni non da ultimo inserirte un pezzo dell'alto artigianato napoletano di una fonderia storica e gloriosa le mie ragioni ebbero la meglio su quanti si dissero contrari ed adesso da oltre dieci anni è possibile ammirare il Laocoonte napoletano che a dispetto di quello presente a Roma paradossalmente ricordain termini emotivi e di lettura uniforme maggiormente l'originale greco questa è la storia..”
Grazie Gaetano!
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento