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sabato 31 marzo 2018

Napoli: LA LEGGENDA DEI DUE FANTASMI INNAMORATI CHE VAGANO ANCORA A SAN GIOVANNI A CARBONARA IN CERCA DI PACE.

Caterina Capece, soprannominata Tirinella, figlia del cavaliere Marino Capece, che all’età di quindici anni sposò Pietro di Capua un cinquantenne vedovo e padre di quattro figli già adulti. La loro dimora, fu un sontuoso palazzo che sorgeva a Porta Capuana. Tirinella era una donna colta, con la passione per la letteratura e per le poesie. Nel 1421 Alvise Dandolo un giovane veneziano commerciante di tessuti, giunse a Napoli perché voleva estendere gli affari di famiglia, e in un tardo pomeriggio nella Chiesa di San Giovanni a Carbonara durante una messa vespertina conobbe Tirinella, i due giovani si innamorarono e tra di loro scoppiò la passione. Iniziarono a incontrarsi di nascosto, approfittando spesso dell’assenza del marito di Tirinella per consumare la loro passione. La notte del 4 Gennaio 1424, mentre Pietro era a corte, Tirinella insieme ai quattro figliastri erano riuniti intorno al camino per leggere Tristano e Lancillotto. Alvise aveva un appuntamento con la sua amata nella sua dimora, entrò in casa di nascosto e mentre si dirigeva verso la camera da letto, una volta giunto nel soggiorno dove erano tutti radunati, il figliastro più piccolo scorse un ombra furtiva nel corridoio, avvisò i fratelli che qualcuno si stava recando nella stanza della matrigna. Tirinella, si congedò con la scusa di un leggero mal di testa per raggiungere il suo amante, ma i quattro figliastri entrarono impetuosamente nella stanza della matrigna, uccidendo i due amanti e gettando i loro corpi nel gelido fango, presso le mura di San Giovanni a Carbonara. Lo stemma della famiglia Capece è raffigurato sulla facciata del complesso di San Domenico Maggiore dove, secondo la leggenda, i fantasmi dei due innamorati vagono ancora in cerca di pace.

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