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lunedì 19 marzo 2018

LA NOMEA DELLE FEMMINE NAPOLETANE: CHIACCHIERE, ‘NCIUCI APPICCECHE , ‘NCIUCI E UN DETTO RECITA ANCHE: 'NA PAPERA E 'NA FEMMENA ARREVUTAJENO 'A CITTA'!

L’incisione di Ciro Izzo su marmo (vedi foto) mi dà modo di riflettere su due termini napoletani ‘nciuci e appicciche. Il primo è una voce onomatopeica, che riprende il ciuciuciu di un vocio tra due o più persone, che parlano tra loro. Non ci si sofferma sul senso di quello che dicono, quanto piuttosto sulla cadenza monocorde del loro parlare, spesso prolungato. Quanto ad appiccicare e appiccicarsi, la storie è più intrigante. Dalle mie ricerche viene fuori che questo verbo, che assume significati diversi se usato nella forma riflessiva (appiccicarsi) o nella forma transitiva (appiccicare) nasce come verbo degli idiomi toscano e napoletano, spesso collegati tra loro, come attestano antichi vocabolari toscano-napoletano e viceversa e poi diventa italiano nella forma transitiva, col significato di attaccare. Nessuna spiegazione etimologica di quelle date mi è sembrata convincente, tranne quella del dizionario etimologico on line, che definisce appicciare frequentativo di appicciare e lo fa derivare dal latino ad+pix (pece). Questo permette di fare una connessione precisa col verbo appicciare, perché la pece, per attacarsi, ha bisogno di essere calda, perciò “si appiccia”. In più la spiegazione etimologica va bene anche per gli “appiccichi”, perche per farlo, le donne si avvicinano tra loro e, come deue soldati in battaglia “si attaccano”. arrevutare deriva dal latino volgare volutare>revolutare>revutare, col significato di rivoltare, mettere a soqquadro, creare scompliglio (come le oche del Campidoglio)

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