Pulcinella è un mito e un archetipo. Imparentato con i gallinacei, di cui mantiene il naso a becco, alterna nel
suo costume il bianco e il nero. E' un tramite fra il mondo degli uomini e l'inferno, fra la ragione e
l'inconscio.
Pulcinella burattino affonda le sue origini nei primordi di questa antica arte teatrale. Con diversi nomi e
diversi caratteri secondari è presente in moltissime aree geografiche e culture.
Usa la pivetta (una piccola ancia dal suono stridente), di sicura e antichissima origine orientale.
Mena "mazzate" con il bastone. Interpreta brevi e vivaci scene con un deuteragonista (il Vicino, il Guappo, il
Cane, Teresina, ecc.). Pulcinella-burattino (in napoletano "guarattelle", cioè cose da poco) è più vivace del
suo collega attore, (originariamente uno degli "zanni" della Commedia dell'Arte).
Dal 1500 le sue "disavventure" hanno conquistato le piazze di tutta Europa. La versione burattinesca di
Pulcinella è molto diversa dalla suo modello in carne ed ossa. Essendo i burattini una forma teatrale ben più
antica, esprimono, ancor prima di diventare Maschere, caratteri che discendono da una drammaturgia
primitiva e arcaica, derivante dall’uso e dalla stessa conformazione della mano umana.
Il Pulcinella-burattino ha antenati e parenti in tutti gli angoli del mondo che, come lui si agitano e danzano in
una certa maniera. Pulcinella-burattino è agile, veloce, scattante, elementare nei suoi movimenti e nei suoi
sentimenti: per ciò stesso è universalmente e immediatamente comprensibile sotto ogni parallelo, a
prescindere dai nomi, dalle culture e dalle tradizioni locali.
Pulcinella è diventato nei secoli un protagonista assoluto nella poesia, nella musica, nella letteratura.

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