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domenica 11 febbraio 2018

LA ZANTRAGLIA

Questo vocabolo indica una donna, o una moltitudine di gente, volgare, chiassosa, di basso rango, litigiosa e sgradevole. Esso trae la sua origine etimologica dalla lingua francese ed è praticamente questa: all’epoca della dominazione francese, nel XIV secolo, nel Maschio Angioino, al termine dei frequenti ricchi banchetti, il ciambellano, addetto alle stanze del sovrano, aveva l’incarico di raccogliere i resti di cibo e farli trasportare in cima alle torri del castello, per poi buttarli di sotto. I cittadini che vivevano in condizioni di estrema povertà, venuti a conoscenza della cosa, si accalcavano tutte le sere, insieme a tutti i componenti la famiglia, nei fossati del castello per ore, alla ricerca di qualcosa da mangiare, fra i rifiuti, ossa e quant’altro potesse servire a sfamarli, in una ressa di voci, urla, litigi. La scena si ripeteva regolarmente con una certa frequenza e la servitù addetta all’opera di smaltimento, molto generosamente, avvisava la gente nei fossati a voce alta del lancio del cibo, che altro non era che gli avanzi della cena. Il grido convenuto era: “attention, les entrailles” (pronuncia - attansion, les_antraglie), che vuol dire appunto: “attenti, eccovi gli avanzi”, scatenando vere e proprie battaglie fra urla spintoni e spesso anche vere e proprie lotte con percosse. I cittadini, dopo ore ed ore di umiliante attesa, nel veder apparire il ciambellano dall’alto della torre, anticipavano il suo avvertimento gridando: “Le zantraglie, le zantraglie”, credendo che il servo li avesse denominati in quel modo per il fragore, il chiasso fastidioso che essi producevano in quella loro attività.

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