Le circostanze che hanno favorito l'origine di questo modo di dire hanno del simpatico e del curioso. Il tutto trova origine nei primi del '900 con l'emigrazione, e come già la frase lascia intendere, tutto avviene a bordo delle navi, sui famosi "bastimenti a vapore" che trasportavano gli emigranti. Il principale nutrimento per i passeggeri, era la zuppa di fave, in quanto la fava secca non temendo scadenze, non si avariava durante il viaggio. In altre parole in quanto secca, economica e nutriente, non creava problemi alla pancia, come invece avrebbero potuto crearli fagioli o ceci (per ovvi motivi). Unico problema il tempo di cottura e la fonte per cuocerla; di tempo per cuocerla ce n'era abbastanza. A bordo fu trovato il modo per sfruttare il fuoco del carbone che alimentava le caldaie dei motori a vapore, per cui la zuppa di fava era cotta con la stessa fonte energetica che faceva camminare la nave, da ciò fu coniata la frase

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