A partire dall'inizio del secolo 800 l'esercito del regno di Napoli fu radicalmente riformato e, in seguito all'annullamento delle istituzioni siciliane (1815), si parlò di Soldati napolitani anche riferendosi ai militari nati in Sicilia. A distanza di mezzo secolo dai fatti dell'unità Maria Sofia di Borbone cercava ancora i suoi soldati Napolitani catturati nel Corso della prima guerra mondiale. Un caso popolare e piu facilmente riscontrabile è quello di Michele Carrascosa (Palermo, 11 aprile 1774 – Napoli, 10 maggio 1853) un generale di origini siciliane che prese parte alla guerra austro-napolitana del 1815, durante la quale conseguì la vittoria nella battaglia del Panaro (3 aprile) e occupò le città di Modena, Reggio Emilia e Carpi. Era comandante in capo dell'esercito napolitano quando, il 20 maggio 1815, attraverso il suo plenipotenziario Pietro Colletta, sottoscrisse con gli austriaci il trattato di Casalanza che pose fine alla guerra e al periodo napoleonico....
nell'immagine - compagnia tiratori franchi abruzzesi, regno di Napoli 1812
« Il soldato napolitano è vivace, intelligente, ardito, ed in uno assai immaginoso; e però facile ad esaltarsi e correre alle imprese più arrischiate, ma pur facile a scorarsi. Si sottomette agevolmente alla disciplina, allorché questa muova da un potere giusto, forte e costante. L'istruzione elementare delle diverse armi è eccellente: esse manovrano con esattezza e speditamente, sì separate che unite; »
(Carlo Mezzacapo, Rivista Militare, anno primo - volume primo, Torino 1856)

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