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venerdì 7 luglio 2017

La Napoli sotterranea vi sussurra qualcosa nell'orecchio.


Non la semplice Napoli sotterranea delle gallerie, ma la ancor più misteriosa Napoli che vive sotto, dentro le macerie. Vi sussurra, vi parla e sta cominciando a prendervi e quando vi ha preso, pensate che questa sia una bella città. E quando la gente vi chiede "ma cosa c'è di bello?", voi non siete veramente in grado di rispondere. Non lo siete assolutamente e così date risposte di comodo, risposte scontate, banali e palesemente false. Dite, ad esempio, che i napoletani sono calorosi, che il miscuglio di cultura e dissacrazione vi affascina, che la paganità di Napoli vi scuote, che la gente è fuori di testa, che l'urbanistica è folle e creativa. Non è vero. Non è vero niente. I napoletani sono quello che sono: un popolo del sud come ce ne sono in ogni parte del mondo. Le architetture sono folli e creative come a Barcellona, a Roussillion, in certe zone di Vienna, nella glaciale Danimarca. Il mondo è pieno di pazzi e dissacratori, di pagani e di filosofi. La verità è che avete visto qualcosa. Qualcosa di misterioso che sopravvive sotto le macerie e che vi ha regalato una improvvisa visione di sé. È un mistero che non potete spiegare e che forse non percepite. Ed è un mistero che vi ha preso e a cui pian piano cominciate ad appartenere. E se poi siete davvero qui, se siete nati, se avete vissuto, se siete cresciuti tra le macerie e avete desiderato di andarvene con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la rabbia che potete avere dentro, se siete qui, un giorno vi accorgete che quella visione vi sta prendendo davvero, vi sta legando con fili invisibili, vi sta stringendo a sé inesorabilmente e se solo aspettate un attimo, se avete la stupidità di attardarvi ancora un semplice istante, un attimo ancora, un battito di ciglia a subire il fascino di un'eruzione dal ponte della vostra nave di ammiraglio romano, a subire il canto della vecchia sirena Partenope su uno scoglio lontano, se siete così incoscienti da aspettare ancora, allora siete perduti, resterete qui per sempre, diventerete mura e cortili e pietre e sporco e macerie e sussurrerete anche voi come le mura e le pietre, senza sapere cosa sussurrate, parte di un mistero. Sarete città e apparterrete con tutta l'anima al mondo in cui vivete. Ma non sarete più, mai più, liberi, non sarete carne, non sarete vitalità, sarete solo fumanti macerie, felici macerie, meravigliose macerie di questo universo.

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