Accendimi gli occhi
come ramo fiorito di pesco
cielo dei miei ricordi.
Profumami le labbra
di quell’aria acerba
che cresceva i fili d’erba
ai miei passi bambini.
Nei prati sereni
vaga ancora l’anima
che in una magia di steli
disseta di rugiada
la lontana gioventù.
Accendimi gli occhi
di lontana luce
cielo dei miei anni in fiore:
non c’è nulla che muoia
all’eterno fiorire.
Fai che nella rugosa terra
che lambisce il mio volto
possa sostare ancora
come fiore di pesco
una memoria di cielo.

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