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venerdì 23 dicembre 2016
Napoli: Vomero.
Il Vomero è una delle zone più caotiche della città di Napoli, ricca di scuole, banche, locali, esercizi commerciali di ogni genere.
Oggi il Vomero si presenta come centro fondamentale, per le attività diurne e notturne della città. Ma non è sempre stato così. Ci sono voluti molti secoli, prima che il Vomero assumesse il ritratto attuale, basti pensare che in passato era addirittura una zona prettamente rurale.
Il suo nome proviene da un gioco chiamato il vomere, che veniva fatto dai contadini di questa zona. Tutto questo territorio rurale era rinomato per la coltivazione dei broccoli e per questo motivo ancora oggi in modo scherzoso si tende a dare del “vruoccolo” a chi ha origini vomeresi.
A partire dal XVI secolo, grazie alla sua posizione geografica, isolata e posizionata su una collina, il Vomero divenne ben presto abitato soprattutto dalle famiglie nobili napoletane e dal clero che costruirono qui le loro residenze di campagna, che utilizzavano per trascorrere qualche giorno in pieno relax e addirittura nel 1600, questa zona divenne un vero e proprio rifugio per scappare dalle pestilenze che colpirono la città.
Nel 1800 il Vomero fu promosso a rango di residenza non solo nobiliare ma anche reale con la costruzione della villa Floridiana da parte del re Ferdinando I di Borbone. Il Vomero quindi fino al XIX secolo costituiva ancora una periferia disabitata e lontana dalla città, ma questa volta prediletta dalla nobiltà napoletana e quindi non più solo dai contadini.
La fine di un isolamento
L’idea dell’espansione urbanistica del Vomero iniziò a partire dall’Unità d’Italia, e la prima pietra venne posta con la presenza dei reali piemontesi, il ministro Depretis e il sindaco Nicola Amore. Tale progetto prevedeva un’urbanizzazione molto vasta che comprendeva le zone di Via Scarlatti, via Bernini, Piazza Vanvitelli, le vie di Luca Giordano e via Morghen, dove furono costruite diverse villette a schiera costruite secondo un certo stile che ricordavano quelle piemontesi.
Per i collegamenti tra la città bassa e il Vomero grande importanza ebbe la costruzione della funicolare di Chiaia e successivamente quella di Montesanto nel 1891 che permise maggiore interazione con le altre zone di Napoli. E’ proprio a partire da questa data che il Vomero abbandona la sua condizione di isolamento e inizia a interagire con il resto della città.
La sua urbanizzazione continua per tutto il XX secolo e regala a questa zona un volto del tutto nuovo, non più distese di campi di broccoli, ma distese di strade asfaltate, abitazioni e luoghi di interesse per tutti i cittadini, che fanno del Vomero uno dei centri più ambiti della città di Napoli.
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