C’è,
nell’essere umano,
qualcosa che lo spinge a superare
e a sorpassare se stesso.
Volete la prova?
Che cosa obbliga gli alpinisti a intraprendere la scalata delle cime più elevate e di sempre più difficile accesso?
Che cosa obbliga nuotatori e corridori a nuotare
e a correre sempre più velocemente?
Cos’è che obbliga i giocatori di scacchi a riflettere per ore intere prima di far avanzare un pedone sulla scacchiera?
Niente;
sono loro stessi che s’impongono di realizzare quelle imprese o di risolvere quei problemi.
E che gioia per loro,
ogni volta che riportano una vittoria!
Così,
quanti giochi,
quante attività e competizioni di ogni sorta hanno inventato gli esseri umani!
Questo mostra chiaramente che nel più profondo di sé stessi,
essi provano il bisogno di spostare sempre più lontano i propri limiti.
Ma allora,
quelle qualità di resistenza,
di destrezza o d’intelligenza di cui sono capaci quando si tratta di giochi o di competizioni,
perché non pensano mai ad applicarle nella vita quotidiana?
Perché in quel caso si lamentano di avere degli sforzi da compiere?

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