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domenica 8 febbraio 2015
Un giorno, il sogno e la realtà si incontrarono per via…. si guardarono a lungo e poi esclamarono insieme: “Non ci assomigliamo per niente, com’è allora che l’uomo ci confonde così facilmente?”. Due che facevano lo stesso cammino si intromisero nel discorso: “la colpa, o il merito, è nostro!”. “Chi siete?” domandarono il sogno e la realtà. “Siamo il dolore e il piacere. Avete mai visto un uomo che concepisca un sogno fatto di dolore, oppure uno che miri a una realtà priva di qualche piacere?”. “Mai” assentirono il sogno e la realtà. “Ed io”, intervenne a questo punto una voce squillante, “non sono forse la molla che sostiene ogni sogno?”… Tutti si chiesero chi parlasse così… “sono la speranza” rispose la voce. A questo punto si udì un’altra voce, robusta e pastosa: “Ma senza di me, che sono il coraggio, mai nessun uomo riuscirebbe a trasformare un sogno… in realtà”… “A meno che non intervenga io”, interloquì un’altra voce ancora, “trasformando il sogno e modificando la realtà”… il sogno, la realtà, il dolore, il piacere, la speranza e il coraggio riconobbero subito quella parlata in falsetto: era l’illusione… “Che stolti” mormorò fra sé qualcuno che non volle intervenire alla diatriba… “non sanno che, per merito mio, il sogno è la realtà e la realtà è il sogno”. Non pronunciò ad alta voce queste parole perché, pur essendo la verità, nessuno le avrebbe creduto…
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