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giovedì 12 febbraio 2015
La notte scorsa dicevo fra me: ‘La coscienza fisica di una pianta nel cuore dell’inverno non è orientata verso l’estate trascorsa, ma verso la primavera ventura. La memoria fisica di una pianta non è dei giorni che non sono più ma dei giorni che saranno. Se le piante sono certe di una primavera ventura, attraverso la quale emergeranno dai propri germogli, perché non dovrei io, pianta umana, essere certo di una primavera a venire, in cui raggiungerò la mia pienezza?’
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