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martedì 15 maggio 2018

VECCHIE E NUOVE ESPRESSIONI AUGURANTI

Un tempo, quando si passava davanti a un forno in cui una famiglia stava panificando, o quando si andava per i campi dove i contadini raccoglievano i prodotti della terra o mietevano il grano, si diceva: “Criscite”! E la risposta era : “ ‘O bbene vuosto pure”. Il benessere veniva misurato sul lavoro individuale, nei campi o nelle botteghe e la crescita era il migliore augurio possibile. L’etimologia viene dal latino crescere (da notare che la radice è uguale a ‘creare'), col significato di aumentare: di numero, di intensità, di volume, d i produzione. Oggi l’espressione è stata sostituita dal più generico e meno incisivo “Auguri”, ma il signifcato profondo è lo stesso, perché deriva dal vebo greco è αυ̉ξάνω [auxàno] = “aumentare”, trasmigato nel verbo latino augeo / auxi / auctum / augère, dallo stesso significato. Quello che cambia è il senso oggi legata purtroppo in netta prevalenza a fatti monetari

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